giovedì 18 febbraio 2010

Ittiti, ovvero il trionfo dell'Anatolia

Ho appena terminato di leggere il libro Gli Ittiti, il misterioso popolo dai mille Dei (Brandau e Shickert), davvero interessante.

Erano un popolo notevole, ingiustamente ignorato nelle nostre scuole. La loro storia è stata tutta scritta e quasi interamente ricostruita. Dominavano la lavorazione del ferro, quando gli altri erano ancora al bronzo. Non conoscevano la legge del taglione, non avevano la pena di morte, le donne avevano gli stessi diritti degli uomini. Il trattato con l'Egitto di Ramses II, da loro perseguito, è il più antico trattato al mondo ed era reciprocamente vantaggioso. Avevano 146 nomi diverse per "pane".

Tra il 1.600 e il 1.200 a.c. crearono un impero che, insieme a quello egizio, era il più grande e potente dell'epoca.
Indoeuropei, chiamavano la propria lingua nesico, dalla loro prima capitale, mentre quelle dei vicini, strettamente imparentate con la loro, le chiamavano Luvio (sud e ovest; Luwili) e Palaico (Nord-ovest e Mar nero; Palaumnili per la precisione, dalla città di Pala).
Tutte e tre appartenevano al gruppo anatolico delle lingue indoeuropee. Allo stesso gruppo appartennero le più recenti Lidio e Licio (quest'ultima dal Luvio).

[N.B.: al tempo dell'arrivo degli Indoeuropei in Europa, 40.000 anni fa, il Mediterraneo non comunicava con il Mar Nero che era solo un lago senza emissario. Di conseguenza la penisola balcanica e la penisola anatolica erano contigue, senza alcuna interruzione: non c'era nessun ostacolo acqueo da superare. Solo intorno al 5.000 a.c. il Mediterraneo si riversò nella depressione, colmandola. n.d.r.]

CONNESSIONI VENETICHE

[Da Pala prese il nome la regione della Paflagonia, da cui gli antichi Veneti dicevano di provenire e di essere fuggiti, guidati dall'eroe Antenore, dopo aver preso parte alla guerra di Troia. n.d.r]
Gli anatolici del tempo degli Ittiti erano il massimo nell'addestramento dei cavalli, che, per renderli adatti a trainare i carri da guerra, non era affatto semplice e richiedeva svariati anni.


CONNESSIONI ETRUSCHE
Intorno al 1.375 a.c. a Mileto (Anatolia Occ.) gli Achei erano subentrati ai Minoici.
Con Mursili II, nel 1.313, il regno di Arzawa passò saldamente sotto il potere ittita, che lo divise in tre regni vassalli tra loro confederati: Mira, Haballa, Seha
[Arzawa è il regno da cui sarebbero dipartiti i Tirreni intorno al 1.200 a.c. a causa di una carestia. n.d.r.]
Gli Ittiti avevano un Dio-Cervo Runda (origni almeno III millennio).

POPOLI DEL MARE
Si erano creati gravi problemi di approvvigionamento nel regno ittita di Suppiluliuma II: Mineptah (Egitto) fornì grandi quantità di granaglie ad Hattusa per "tenere in vita" il paese. Ad Ugarit è stata trovata una lettera del re ittita che chiedeva al vassallo, per "una questione di vita o di morte", di inviare navi per il trasporto di 450 tonnellate di grano ad Ura. Suppiluma non era tranquillo, il Mediterraneo orientale diventava sempre più insicuro. Aveva avuto notizie dei "popoli di Sikila" che vivevano sulle navi e aggredivano come corsari le altre navi e i porti, sempre più spesso.

cont.

Già le rocche micenee erano state distrutte.

TROIA
Il regno di Wilusa (=Ilios) era ormai vassallo dell'impero ittita quando la città venne distrutta.
Nei documenti ittiti non si fa riferimento a nessuna "guerra di Troia" ma va tenuto presente che nel 1.200 a.c. lo stato entrò in crisi e la capitale venne trasferita altrove (probabilmente per timore di sommosse popolari): la nuova capitale con il relativo archivio non è stata ancora trovata. Tuttavia è sensato che gli Ittiti avessero altro da fare che prendere parte a quella guerra, ammesso che ci sia realmente stata: i resti archeologici testimoniano una crisi sociale innanzi tutto, e una fase successiva in cui erano presenti anche genti straniere.
I Troiani parlavano Luvio, lo si è appurato da un sigillo emerso negli scavi: erano quindi anatolici e non greci, come qualcuno sostiene.